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È
sempre stato difficile individuare la storia dell’uomo partendo dalla
sua quotidianità.Spesso si ricordano solo i grandi avvenimenti del passato e le tracce che restano come testimonianza parlano di grandi gesta, mentre poco si sa di ciò che accadeva tra le mura domestiche. Ma come nasce il sistema di cottura degli alimenti? Se torniamo indietro nel tempo, all’epoca primitiva il caso avrebbe potuto suggerire all’uomo che il cibo cotto fosse migliore di quello crudo. Immaginiamo di trovarci su una spiaggia assolata alcune decine di migliaia d’anni or sono e di accorgerci di un uovo d’uccello esposto al caldo sole da un paio d’ore. Affamati e desiderosi di riempirci la pancia, alla rottura del guscio per mangiarlo, avremmo notato che il suo sapore è più appetitoso del solito. Semplicemente perché trasformato da crudo a cotto. Facendo
correre il tempo velocemente potremmo affermare che il primo sistema di
cottura è stato quello allo spiedo in ampi spazi, dove era possibile
trasformare un maiale intero, semplicemente infilzato ed esposto al calore.
Probabilmente con il tempo gli spazi destinati alla cottura all’aperto
si sono leggermente ridotti: ambienti di cucina chiusi magari fra tralicci
e tende, per questo lospiedo si è trasformato in brace o griglia. Successivamente, allo scopo di limitare il fumo tra le mura, si è cominciato a porre il solito maialino in placche di ferro per essere arrostito in forno o sul piano di cottura, per poi scoprire che grazie ad alcuni grassi animali o vegetali il cibo si poteva cuocere, friggendolo, semplicemente tagliato a piccoli pezzi. Furono i vegetali, cereali e leguminose a spingere definitivamente l’uomo a pensare a tutti i costi alla cottura per renderli commestibili. Ad esempio alcune radici dovevano essere cucinate per permettere la rottura delle fibre immangiabili a crudo. Tutte queste esperienze hanno suggerito all’uomo la necessità di creare recipienti in differenti materiali per la cottura bollita e brasata. |
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