COME NASCE UNA PENTOLA

La lavorazione di un recipiente per alimenti avviene in modi diversi secondo il materiale di cui è costituito. Per le pentole di metallo le principali fasi di produzione sono le seguenti:


DISCO
L’elemento base è il disco con caratteristiche qualitative (purezza del metallo) e dimensionali (diametro e spessore) predefinite.


STAMPAGGIO
Una pressa stampa il disco che assume, in una versione grezza, la forma voluta. Successivamente si effettua la rifinitura per eliminare le imperfezioni e la pulitura che gli conferisce l’aspetto
definitivo.
Per le pentole in acciaio è necessaria una ulteriore fase di lavorazione detta lucidatura, per conferire al metallo la sua tipica brillantezza.

MANICATURA
L’applicazione dei manici nelle pentole in rame e alluminio avviene inchiodando gli stessi al corpo della pentola tramite rivetti in lega particolarmente resistenti o dello stesso metallo del contenitore.
Per l’acciaio invece, trattandosi di materiale molto duro, le maniglie vengono saldate direttamente al corpo della pentola con un numero di punti proporzionale alla dimensione del recipiente.


Alcuni recipienti possono essere rivestiti al loro interno con un film di materiale plastico (PTFE)
che conferisce proprietà di antiaderenza tali da permettere un minor utilizzo di grassi in cottura ed una maggior facilità di rigoverno. La lavorazione prevede una fase iniziale di preparazione del
metallo su cui verrà applicato il rivestimento: pulitura o sgrassaggio, sabbiatura. Successivamente si procede all’effettiva applicazione, normalmente a più strati e fino al raggiungimento di uno
spessore tale da rendere il massimo delle prestazioni non solo di resistenza all’attrito ma anche di durata nel tempo. Oggi si utilizzano due distinte metodologie d’applicazione, con risultati assai differenti in termini di qualità.

A spruzzo
Viene applicato spruzzando il materiale con appositi apparecchi direttamente sulla parte interna del corpo già stampato nella sua forma definitiva, evitando perciò che ulteriori lavorazioni sul pezzo ne compromettano l’attaccatura.
E’ la tecnica più efficace per ottenere la massima qualità possibile, è pertanto fondamentale nella produzione di articoli destinati ad un utilizzo professionale. L’uniformità della superficie, quasi granulare, ne contraddistingue l’aspetto.
La creazione di rivestimenti contenenti particelle di minerale duro ne ha sensibilmente incrementato la resistenza anche all’azione abrasiva dei normali utensili metallici, prolungando quindi la durata dei prodotti fino a dieci volte rispetto a quelli tradizionali. In ogni caso se il rivestimento dovesse
consumarsi o danneggiarsi con l’uso è necessario sostituirlo.

Rullato
Consiste nell’applicazione del rivestimento direttamente tramite passaggi a rullo sul disco, cioè rima che la pentola abbia assunto la sua forma definitiva. Questo consente di risparmiare sui costi di
lavorazione, a scapito però della qualità e della durata del prodotto. Inoltre durante lo stampaggio è possibile che il rivestimento in alcuni punti si indebolisca e sia soggetto a sfogliarsi. Questo tipo di lavorazione è impiegato unicamente per la realizzazione di prodotti destinati all’uso domestico.
E’ facilmente riconoscibile da striature orizzontali presenti sulla superficie.


Il rame viene normalmente rivestito con un materiale inerte: lo stagno, che è un buon conduttore di calore. Il metodo di stagnatura migliore è ancora quello artigianale, su fucina, con stagno vergine.
La lavorazione richiede che la superficie venga prima spazzolata, per facilitare l’adesione dello stagno al rame riscaldato. Il recipiente viene posto sulla fucina fino a raggiungere la temperatura di fusione dello stagno, quindi viene passato sulle superfici interne un pane di stagno, che fonde come un pezzo di burro. Infine si distribuisce uniformemente lo stagno sulle pareti, rimuovendo la quantità in eccesso con un batuffolo di ovatta. Il recipiente così stagnato viene quindi immerso in un bagno d’acqua bollente per pulirlo e permettere al rivestimento di fissarsi.
La stagnatura può essere ripetuta più volte nel tempo, pertanto la durata della pentola è eterna.

Le pentole in acciaio sono provviste di un fondo detto “termodiffusore” in grado di sopperire alla scarsa conduttività di calore di questo metallo. Il procedimento consiste nell’applicare un disco di
alluminio di forte spessore (6-7 mm.) sul fondo della pentola facendolo aderire con un processo
di saldo-brasatura. In pratica sopra questo disco ne viene applicato un secondo, questa volta in acciaio, sul quale viene esercitata una forte pressione ad alta temperatura che ne facilita l’aderenza; di qui il nome di “sandwich bottom”.
La composizione ferritica di tale disco supplementare fa sì che la pentola sia utilizzabile anche per
la cottura ad induzione.

 

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