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SICUREZZA IGIENICA
È importante sottolineare come le leggi fino ad ora prese in
considerazione si avvalgano dei risultati di ricerche
scientifiche volte a determinare l’incidenza di eventuali
cessioni dei materiali agli alimenti.
La normativa infatti fissa spesso un principio di carattere
generale che soltanto la scienza può poi valutare per ogni
singolo materiale.
L’interesse circa la migrazione di alcuni materiali utilizzati
a contatto con gli alimenti ha coinvolto a livello internazionale
l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO),
il Comitato Scientifico del Consiglio d’Europa ed,
in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità.
L’
Organizzazione Mondiale della Sanità, in collaborazione
con l’
Organizzazione Agro-alimentare (FAO), ha effettuato
degli studi per fissare i limiti accettabili
d’ingestione giornaliera per vari
materiali.
L’Istituto Superiore di
Sanità ed il Comitato Scientifico del
Consiglio d’Europa hanno poi
valutato, in laboratorio, l’assunzione
media che l’utilizzo di pentole di certi
materiali può comportare,
considerando anche che molte sostanze
sono presenti in natura e quindi si ritrovano
nella dieta comune, cioè negli alimenti stessi.
I casi studiati hanno permesso di valutare se la cessione
di detti materiali agli alimenti può comportare o meno un
rischio per la salute, arrivando ad elencare i risultati ottenuti
in un documento tecnico denominato
Guidelines on Metals
and Alloys Used as Food Contact Materials.
Riguardo la sicurezza igienica dei materiali a contatto con gli
alimenti molte organizzazioni internazionali hanno sviluppato
ricerche specifiche nel corso degli ultimi decenni.
La stessa
Food and Drug Administration americana, uno degli
organismi di controllo più severi al mondo, ha posto limitazioni
solo per particolari materiali.
In generale la
FDA non ha ritenuto sussistessero livelli di
migrazione preoccupanti per l’utilizzo di recipienti di alluminio,
trovandosi come elemento anche negli alimenti (fragole, acqua,
cereali). Inoltre si è rilevato che alcuni medicinali, tra cui gli
antiacidi, contengono dosi sensibili di alluminio, ciononostante
non si registrano livelli di assunzione tali da costituire pericolo
per la salute.
I rivestimenti antiaderenti sono stati considerati sicuri, in
quanto inerti.
Così pure il rame ricoperto da stagno non
è stato ritenuto in grado di produrre
rilevanti cessioni agli alimenti.
Per l’acciaio inossidabile, i cui valori di
cessione sono molto bassi, è stato
accertato che la superficie può facilmente
essere aggredita dal sale.